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In Italia, prendere ai ricchi per dare ai poveri… sembra facile!

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Uno dei pochi pregi della crisi pandemica è stato quello di far porre l’attenzione di governi e parlamenti, spesso più sensibili agli interessi delle lobby e –  soprattutto negli Stati Uniti  – dei finanziatori delle loro campagne elettorali, il tema dell’intollerabile aumento delle disuguaglianze economiche e sociali e dell’urgenza della sua riduzione, un aumento che è  iniziato oltre quarant’anni fa  e cui hanno dedicato il loro studio economisti come  Anthony Barnes Atkinson  e  Thomas Piketty . Il problema è oggi passare dalle parole ai fatti, superando i pilastri neoliberisti su cui oggi poggiano le maggiori economie mondiali. In un precedente post ci chiedevamo se si sarebbero riusciti a ottenere in un prossimo futuro risultati, anche minimi, nella ridistribuzione della ricchezza e nell’aumento della tassazione dei super ricchi, oppure sarebbe prevalso il ritorno alla  normalità , con un ulteriore effetto regressivo nella distribuzione della...

Negli Stati Uniti, prendere ai ricchi per dare ai poveri… sembra facile!

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Uno dei pochi pregi della crisi pandemica è stato quello di far porre l’attenzione di governi e parlamenti, spesso più sensibili agli interessi delle lobby e –  soprattutto negli Stati Uniti  – dei finanziatori delle loro campagne elettorali, il tema dell’intollerabile aumento delle disuguaglianze economiche e sociali e dell’urgenza della sua riduzione, un aumento che è  iniziato oltre quarant’anni fa  e cui hanno dedicato il loro studio economisti come  Anthony Barnes Atkinson  e  Thomas Piketty . Il problema è oggi passare dalle parole ai fatti, superando i pilastri neoliberisti su cui oggi poggiano le maggiori economie mondiali. In un precedente post ci chiedevamo se si sarebbero riusciti a ottenere in un prossimo futuro risultati, anche minimi, nella ridistribuzione della ricchezza e nell’aumento della tassazione dei super ricchi, oppure sarebbe prevalso il ritorno alla  normalità , con un ulteriore effetto regressivo nella distribuzione della...

Nel Regno Unito, prendere ai ricchi per dare ai poveri… sembra facile!

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Uno dei pochi pregi della crisi pandemica è stato quello di far porre l’attenzione di governi e parlamenti, spesso più sensibili agli interessi delle lobby e –  soprattutto negli Stati Uniti  – dei finanziatori delle loro campagne elettorali, il tema dell’intollerabile aumento delle disuguaglianze economiche e sociali e dell’urgenza della sua riduzione, un aumento che è  iniziato oltre quarant’anni fa  e cui hanno dedicato il loro studio economisti come  Anthony Barnes Atkinson  e  Thomas Piketty . Il problema è oggi passare dalle parole ai fatti, superando i pilastri neoliberisti su cui oggi poggiano le maggiori economie mondiali. In un precedente post ci chiedevamo se si sarebbero riusciti a ottenere in un prossimo futuro risultati, anche minimi, nella ridistribuzione della ricchezza e nell’aumento della tassazione dei super ricchi, oppure sarebbe prevalso il ritorno alla  normalità , con un ulteriore effetto regressivo nella distribuzione della...

Ridurre le disuguaglianze è ancora un tabù?

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Il 22 aprile scorso il think thank Pew Research Centre, che si occupa di “attitudini e tendenze globali”, ha pubblicato un  sondaggio  secondo cui il 50% dei cittadini di Stati Uniti, Francia (qui è il 70%), Germania e Gran Bretagna è favorevole a che il sistema economico pre-Covid sia profondamente o completamente riformato, mentre un’esigua minoranza (dal 12% degli statunitensi al 3% dei francesi, al 6% dei britannici e al 9% dei tedeschi) vorrebbe il ritorno  tout court  al neoliberismo pre-pandemia. La maggior parte degli intervistati ha apprezzato l’intervento dello Stato a sostegno di chi ha subito i maggiori danni dalla crisi economica innescata dalle restrizioni seguite alla pandemia e vorrebbero che continuassero - soprattutto nella creazione di nuovi posti di lavoro, nella riqualificazione professionale e nell’edilizia residenziale - il 40% auspica misure che riducano le disuguaglianze e addirittura un terzo vorrebbe misure più radicali, come l’aumento dell...

Una triste favola per le Feste: la tragica storia dei due Giulio

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Per loro non c’era posto… Giulio era un ragazzo biondo, con gli occhi azzurri spalancati sul mondo. Di temperamento ribelle, era nato nel paese di Sottosopra da due attori girovaghi. Narcisista e un po’ egocentrico (anche se allora non si usavano ancora questi termini) aveva quella sfrontatezza che affascinava tutte le fanciulle di ogni paese ove si fermasse la compagnia teatrale del padre. Era anche una persona curiosa, soprattutto delle malefatte dei potenti del Paese. Allora ogni castellano faceva ciò che voleva dei suoi sudditi; era sufficiente che sospettasse di alcuni o semplicemente volesse dare una dimostrazione del suo potere (a volte, scegliendo a caso e senza neppure sapere chi fossero i prescelti) perché gli sbirri li prelevassero, li torturassero o li ammazzassero, senza motivo. Anche durante le frequenti guerre - spesso giustificate dalla religione, ma in realtà sempre di conquista – i soldati si abbandonavano a saccheggi, stupri, violenze gratuite e uccisioni di inermi a...